Segnali di ribellione allo status quo

3 Gen

The show must go on dicono gli showman americani.

Qualsiasi cosa accade lo show deve continuare. Questa logica è ormai diventata prassi comune in moltissimi ambienti economici sociali e culturali. Qualsiasi cosa accade bisogna andare avanti e finire l’indegno spettacolo o l’infausto business.

Uno status quo un dogma imposto anche nelle circostante più inqualificabili.

Due notizie che stanno invadendo la rete rompono le catene in senso metaforico al dictact imposto, senza uso della violenza o della contestazione continua, solo con la capacità di fermare un processo ormai avviato dicendo un semplice no grazie.

La prima notizia che ho il piacere di commentare è la chiusura o forse la grande fuga della Mc Donald’s dalla Bolivia. Il colosso americano costretto a chiudere i suoi ristoranti perchè deserti. Una ribellione silenziosa senza causare nessun morto ne ferito. Un no grazie alla cucina industriale espressa offerta dalla Mc Donald’s. La popolazione Boliviana ha rifiutato culturalmente il fast food come contrario alle proprie tradizioni culinarie, vivendo il cibo in un modo più profondo. Alcuni analisti sostengono che le campagne di movimenti sociali e culturali contro il colosso americano abbiano favorito la cacciata.

Come descritto dall articolo del Fatto Quotidiano di oggi. I boliviani si sono ribellati per la distruzione del loro territorio a favore del grande business.

“Secondo Greenpeace, Friends of the Earth e numerose altre associazioni ambientaliste, la catena di fast-food è fra i principali responsabili della distruzione delle foreste pluviali in Amazzonia, sia per il disboscamento praticato per fare spazio agli allevamenti bovini che per la produzione dei miliardi di tonnellate di packaging in cui avvolgere hamburger e patatine. Ma anche, più recentemente, per l’illegale mercato oligopolistico della soia (scoperto proprio da Greenpeace) destinata agli allevamenti europei. “McDonald’s sta distruggendo l’Amazzonia per vendere carne a basso prezzo”, afferma perentorio Gavin Edwards, responsabile della Campagna Foreste dell’associazione ambientalista”.

La vendetta della popolazione è stata la più devastante per una multinazionale… L’indifferenza ai loro prodotti. Non è bastato lo strapotere economico e le campagne di comunicazione per convincere i clienti a comprare il gustoso big mac o le patatine fritte. Il no grazie preferisco altro è bastato.

Da tempo anche la Mc Donald’s sta iniziando a fare un mea culpa contra la spregiudicatezza della sua produzione di massa di panini e patatine fritte. Si iniziano a vedere i primi segnali di cambiamento. Forse il contagioso (e soprattutto redditizio) morbo della green economy sta colpendo anche loro? La notizia di questi giorni è di un programma di trasformazione dei propri oli esausti in carburante per la propria flotta, esperimento circoscritto ai solo paese degli Emirati Arabi,  riducendo dell’80% le emissioni inquinanti del trasporto merci.

La seconda bella notizia del giorno è la sospensione della partita Pro Patria – Milan. Il calciatore Boateng stanco di continui cori razzisti spara la palla in tribuna si toglie la maglietta e se ne va, partita sospesa seduta stante e tutti a casa. Un bel atto di ribellione contro la frangia di tifosi razzisti presenti allo stadio. Nessuno fino ad ora aveva interrotto una partita per cori razzisti neanche un amichevole.

Anche il calcio vive della sindrome del show must go on. Tanti sono stati i giocatori vittima di questi insulti e mai un no grazie così non si può più giocare è stato detto. Grazie Boateng ad essere stato il primo

Andate alla Posta a fare i vostri sondaggi

2 Gen

Sommersi dai sondaggi pre elettorali.

Settimana in famiglia, televisione accesa 24 su 24 per passare il natale in tranquillità e tra un torrone e l’altro, un film natalizio e un bel cartone animato. Quando meno te lo aspetta spuntano dal nulla le notizie flash e i loro sondaggi. Chi sale chi scende, chi si divide chi si candidata, percentuali al nord al sud e via giù con numeri, algoritmi, percentuali e previsioni. I nuovi stregoni del terzo millennio gli istituti di statistica. Il sondaggio è una garanzia su quello che succederà. Parola del professore eccellentissimo o dell’istituto con schiere di professionisti dei numeri.

Gli stessi che meno di due anni fa prospettavano l’uscita rapida dalla crisi, che ad ogni spoglio mandano le loro proiezioni fantasiose ad appena 5 minuti dalla chiusura dei seggi. Che dire persone che sanno il fatto loro e a cui affidare il proprio destino o il proprio voto.

Poi capita come questa mattina di andare alla Posta sotto casa e di passare 3 ore in fila. E capisci che i loro algoritmi rispecchiano non proprio l’umore della gente.

Imu ancora da pagare, bollette scadute da pagare, affitti arretrati multe e chi più ne ha più ne metta. Basta fare due chiacchiere con le persone in fila per capire cosa non va’.

Una rabbia che inizia a montare sempre di più, incurante dell’età del sesso e dello stato sociale. L’impossibilità di vivere tranquilli perchè in ansia che arrivi nella buca delle lettere qualche bella multa o una brutta sorpresa dalle bollette. Se poi ci si mettono gli errori allora diventa un vero e proprio inferno.

Una solo errore di accatastamento della propria abitazione, e scopri di essere in possesso di 2/3 appartamenti. Un rudere ed un piccolo pezzo di terra lasciato dai genitori e dai nonni diventa un possedimento di un ricco proprietario terriero. Una bolletta che non arriva e scopri che ti staccano la luce senza aver avuto nessuna comunicazione. Il tutto condito dall’attesa estenuante che arrivi il tuo turno.

Ebbene propongo ai sondaggisti di trascorrere una mattinata alla posta e sentire chi voterebbero in quel momento. Un bel sondaggio fatto così senza nessuna regola astrusa di campionamento ma solo un giorno qualunque in un ufficio postale qualunque. E vediamo quali sono i risultati. Quanto aumenta il numero dei delusi, di coloro che non andranno a votare, di coloro che annulleranno la propria scheda e di chi suo malgrado tappera il naso e voterà il meno peggio.

Io la mia idea me la sono fatta ma aspetto un paio di settimane anche perchè ogni giorno esce un nuovo candidato Premier. Notizia del giorno forse e dico forse avremo un nuovo candidato in corsa l’economista Oscar Giannino. Caro sondaggista a quanto me lo quoti il Giannino che corre da solo?

Finisce il 2012 all’insegna delle continue contraddizioni all’Italiana

31 Dic

Finisce questo 2012 con tanto di botti di fine anno.. E ci mancherebbe altro.

Monti scende/sale in campo a seconda di chi interpreta la sua candidatura a Premier. E tutta la politica Italiana è in subbuglio. D’altronde quest’anno si è assistito ad un vera e propria commedia all’italiana. Fatta tutta di compromessi, malintesi, amori, odi, trasformismo e non ultima la restaurazione.

Il compromesso dei tre grandi partiti, tutti insieme appassionatamente a sostenere il governo Monti. Dandogli quando occorreva la fiducia in aula e subito pronti appena usciti dalle segrete stanze a sparare a zero sul programma lacrime e sangue, che loro stessi avevano appena approvato in aula. Capolavoro di ingegno umano. Non dare la parola agli elettori dopo la crisi del Governo Berlusconi con la scusante di cambiare la legge elettorale (il Porcellum). Dare  nuovamente la possibilità agli elettori di scegliere chi mandare in parlamento. E’ stata veramente un lavoro duro, snervante… e alla fine è rimasto tutto identico. Altro capolavoro. Legge elettorale blindata, non si tocca, non c’è stato tempo, si vota con il Porcellum. Alla faccia di Napolitano… ma soprattutto alla faccia nostra.

I malintesi all’interno del Pdl. Ci sono le primarie… anzi no…. si fanno le primarie… decide il partito… no decide Berlusconi.. ma che avete capito… e via un anno intero di proclami e preparazioni, forzisti e aennini pronti a darsela di santa ragione una volta per tutte per stabilire i rapporti di forza. Ebbene si arriva a dicembre con la nuova ridiscesa in campo del Cavaliere. E si riparte con il carillon. Si spacca il partito escono la Meloni e Crosetto fondano un nuovo partito alla faccia dei colonnelli. Un mese di proclami al merito all’azione alla partecipazione contro la nomenclatura partitica. Si va da soli siamo al 4%.. Schiere di giovani si mobilitano sui social e nei territori… Ahhh finalmente qualcuno che si ribella ai dictact… Ed invece era come al solito un malinteso.. Fratelli d’Italia si presenta alla stampa e colpo di scena spunta il Colonello La Russa a mettere il cappello al nuovo movimento confermando l’alleanza al Pdl… Scusatemi una domanda ma cosa è cambiato? Potevate rimanere nel Pdl!

L’ amore tra la nomenclatura del partito di Bersani e Vendola. Bersani che per tutta la campagna elettorale per le primarie strizza gli occhietti (tutti e due) a Casini per la grande battaglia contro in nemico giurato Berlusconi. E Vendola che con Casini non ha proprio niente in comune, forze la cittadinanza italiana ma null’altro. Si pensa ad un appoggio al nuovo e rampante sindaco di Firenze Renzi che da subito dichiara mai con Casini. E cosa succede al ballottaggio, Vendola dichiara il suo amore per Bersani dichiarando ho sentito dal segretario parole di sinistra. Lo so! Lo so! L’amore è cieco.

Parli di odio e subito pensi al rapporto che c’è tra Casini e Berlusconi. Poi guardi le maggioranze che governano gli enti locali sparse per mezza italia e ti accorgi che tutto questo odio tra i due partiti non c’è. Ma appena possibile ai microfoni i due se ne dicono di ogni. Entrambi cattolici credo seguono alla lettera le parole del vangelo ” Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano”.

Ma l’arte del trasformismo spetta di diritto a Fini segretario nazionale del Fronte della Gioventù e del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale, nonché presidente di Alleanza Nazionale che si ritrova a costituire il grande centro con Casini, Montezemolo ed il prof. Monti. Roba da non crederci!

Ed infine la grande restaurazione della vecchia DC con tanto di benedizione Papale. Un ritorno al passato, i nostalgici ancora non stentano a credere al dono natalizio che hanno trovato sotto l’albero. L’agenda Monti è il centro gravitazionale che attrae da destra e sinistra i centristi. Per aderire alla sacra scrittura si richiede di giurare su di essa facendosi il segno della croce.

Buon 2013

I have a dream.. Il nuovo stadio della Roma

30 Dic

Finalmente! La notizia è arrivata la As Roma avrà il suo nuovo stadio. A Tor di Valle sorgerà il nuovo stadio, firmato l’accordo tra il presidente della Roma Pallotta ed il costruttore Parnasi. Quello che è sconcertante è la rapidità è l’efficacia che ha questa nuova dirigenza di riuscire a centrare i propri obiettivi societari in tempi rapidi. Per quanto riguarda l’ambito sportivo ancora si aspettano i risultati sperati ma in ambito di gestione manageriale hanno tutte le carte in regola  per i futuri successi della squadra.

19 Marzio 2012 la As Roma sottoscrive una partneship commerciale tra la Roma e la Walt Disney. Legare il nome della squadra con la società leader a livello mondiale dell’intrattenimento è il primo vero colpo messo a segno. Tra lo stupore generale si associano Topolino e Francesco Totti. Grande colpo di marketing e commerciale. Il marchio As Roma esportato in tutto il mondo. Il calcio e i cartoni animati un connubio perfetto.

5 Ottobre 2012 La società annuncia la partnership con Volkswagen gigante dell’industria automobilistica.

Fino ad arrivare all’annuncio di oggi sulla costruzione del nuovo stadio di proprietà.

Questa nuova dirigenza sembra veramente inarrestabile, riuscire in meno di 500 giorni a dare il via al sogno chiamato Stadio di Proprietà, in una città dove gravitano tanti interessi è davvero miracoloso.

Il nuovo stadio avrà una capienza totale di 50.000 posti e vivrà 7 giorni su 7 con ristoranti e negozi.

In questo paese di ex CT e ora Candidati Premier

30 Dic

C’era una volta il paese dei CT.

Giorni e giorni di discussioni al bar sulle probabili formazioni della Nazionale. L’apice si raggiungeva nel periodo dei Mondiale o degli Europei suscitando negli italiani una forma di protagonismo fasullo. Ricordo ancora il comitato pro Baggio per la mancata convocazione ai Mondiali del 2002.  E tutte le polemiche che ne sono seguite. Poi è arrivata Moggiopoli nel 2006 e tutto quel morboso interesse di partecipazione alla questione calcio si è pian piano sopita.

Il processo di Biscardi del lunedì era la sintesi massima di questa morbosità di discussione e partecipazione sulla questione calcio. Tutto fasullo, tutto organizzato e orchestrato dalle retrovie per rasserenare noi poveri tifosi. Ed ora dove va a finire questa voglia di partecipazione e di ardente fervore che ha trovato il vuoto nel 2006?

Basta guardarsi intorno questa è la stagione della fervente discussione politica e del protagonismo. Solo ieri si è presentato come candidato Premier il magistrato Ingroia sostenuto dal movimento arancione che ha nelle sue file il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Ingrioia è solo l’ultima di una sequela di candidati Premier più o meno dichiarati Berlusconi, Bersani, Monti, (Grillo) MS5 e ci si aspettava qualche altra bella sorpresa che è arrivata oggi, la lega presenta Tosi come candidato premier. Una galassia di poli tutti in contrapposizione tra loro in conflitto su tutto… In apparenza.

Chi sarà la nuova maggioranza del paese? Chi avrà la possibilità di guidare con autorevolezza e con i numeri in parlamento l’Italia nella prossima legislatura?

La paura vera è ritrovare in toto questa classe politica dispersa nei vari rivoli  implosi con la distruzione del bipolarismo.

Le tifoserie sono già tutte in fermento inneggiando o disprezzando l’avversario. Siamo ormai diventati un paese di Candidati Premier con le nostre soluzioni anti crisi.

Ci ritroveremo tutti insieme nella coalizione di restaurazione nazionale allora, lì però decideranno in pochi e purtroppo sempre gli stessi.

Ultimo sabato di Dicembre

29 Dic

Mesi di bombardamento mediatico sull’attuale crisi economica del paese. Imu, Tasse, Aumenti, Gas, Luce… Un vero e proprio tsunami mediatico che si abbatte sulla nostra psiche dalla mattina alla sera. Non vi è speranza o via di scampo la scure del disastro economico si è abbattuta sul nostro paese. Tredicesima azzerata dall’IMU, negozi semi-deserti e molti commercianti che hanno dovuto abbassare per sempre la loro serranda. Quest’alone di sconforto ormai lo sentiamo da molti mesi e sembra che tutto intorno sia in decadenza. Per molti versi questa crisi è reale. Migliaia di posti di lavoro persi in tutta la penisola, tantissime aziende hanno trasferito i loro stabilimenti all’estero e non c’è verso di intravedere in tempi brevi una risoluzione di questa situazione.

Non so voi come avete trascorso queste festività. Molti che negli anni passati partivano per una settimana magari sono rimasti a casa. Tanti avranno rinunciato a fare decine e decine di regali. Il mio natale l’ho passato in famiglia con una tranquillità quasi surreale. Forse il primo natale senza stress da regalo, stress da cena di natale stress da iper decorazioni natalizie. Tranquillità, sobrietà e serenità queste sono state le parole che più hanno contraddistinto il mio natale.

Luminarie Trastevere

E veniamo a questo ultimo sabato di natale, trascorso tra i negozietti di trastevere. Sarà stato il clima quasi primaverile ed il centro libero dal traffico, cosa insolita il sabato pomeriggio a Roma. L’atmosfera che si respira tra i vicoli era di tranquillità e di calma. I negozi avevano i loro clienti, gli stranieri giravano con estrema disinvoltura all’interno dei vicoletti della città. Tutto sembrava perfettamente in equilibrio. Tornando a casa ho poi realizzato che di normale non c’è proprio niente. Sabato pomeriggio con queste temperature primaverili e a due giorni da capodanno trovare la città semi deserta è allarmante. O sono tutti partiti (la vedo molto dura come cosa) o si sono tutti rintanati in casa per paura di spendere. Il bombardamento mediatico su questa crisi sta amplificando l’effetto o realmente il paese è ormai in ginocchio? Spero vivamente nella prima ipotesi

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